Isolamento solai controterra e vespai

        Dal punto di vista tecnologico, l’isolamento dei solai contro terra o su vespaio comporta l’applicazione di uno strato isolante all’estradosso del solaio. Dovendo l’isolante sopportare il peso del massetto soprastante, esso dovrà avere una resistenza meccanica idonea a tale finalità.

        Nel dettaglio, la tecnica consiste nella preparazione preventiva della superficie, che non dovrà presentare asperità, così da essere idonea ad accogliere eventualmente un isolante in pannelli. Al di sopra di questo, dovrà essere realizzato un massetto, di preferenza armato con rete elettrosaldata, a protezione dell’isolante stesso e a supporto della soprastante pavimentazione.
        Infine, nei solai controterra, per fronteggiare un’eventuale presenza di umidità, si può porre uno strato impermeabile prima del materiale isolante. Per mantenere asciutti i vespai, è consigliata una ventilazione degli stessi.
Isolamento solai su porticato
Isolamento all’intradosso del solaio con sistema a cappotto

        L’isolamento del solaio che si affaccia su porticato o spazi aperti, al suo intradosso, con sistema comunemente detto “a cappotto”, può essere utilizzato sia per interventi sul nuovo che sull’esistente. Può essere eseguito su qualsiasi superficie, previa idonea preparazione e applicazione di adeguato collante.

        Dal punto di vista tecnologico, esso prevede la collocazione dell’isolante in corrispondenza della faccia inferiore della soletta. L’intervento consente la correzione dei ponti termici, garantendo al tempo stesso elevata durata dell’intervento, forte resistenza agli urti accidentali, idoneo comportamento al fuoco, semplicità di posa in opera.

        Nel dettaglio, se il supporto è costituito da solaio intonacato con calce o malta cementizia che tende a sfarinare, asportata la finitura pittorica a calce, qualora presente, l’adozione della tecnica comporta un’opportuna spazzolatura della superficie e un accurato lavaggio della stessa con impianto ad acqua calda in pressione, consolidando successivamente il tutto con applicazione di prodotti non filmanti che penetrino in profondità nell’intonaco, così da consentire un buon ancoraggio alla stessa del collante cementizio. Viceversa, qualora il supporto sia costituito da solaio intonacato con calce o malta cementizia e finito con idropittura, rivestimento plastico o quarzo, in cattivo stato di conservazione, asportato completamente l’intonaco mediante sabbiatura, lavato il supporto con acqua calda in pressione, la tecnica comporta il consolidamento dello stesso con pitture e silicati.
        Infine, particolare attenzione va prestata al tipo di collante, che deve essere funzione del tipo di isolante usato.
Isolamento solai su porticato
Intervento di isolamento all’estradosso del solaio

        L’isolamento del solaio che copre spazi scantinati o aperti, effettuato al suo estradosso, viene utilizzato negli edifici di nuova realizzazione. Può essere eseguito su qualsiasi tipo di supporto (solai in laterocemento o in c.a. gettati in opera o prefabbricati), previa idonea preparazione.

        Dal punto di vista tecnologico, il sistema prevede la collocazione dell’isolante in corrispondenza della faccia superiore della soletta. L’intervento consente la correzione dei ponti termici, garantendo al tempo stesso elevata durata dell’intervento, forte resistenza agli urti accidentali, idoneo comportamento al fuoco, semplicità di posa in opera.
        fonte: enea.it
Isolamento soffitti sopra locali non riscaldati - Isolamento all’estradosso del solaio

        L’isolamento del solaio che copre spazi cantinati o comunque non riscaldati, effettuato al suo estradosso, viene utilizzato negli edifici di nuova realizzazione. Può essere eseguito su qualsiasi tipo di supporto (solai in laterocemento o in c.a. gettati in opera o prefabbricati), previa idonea preparazione.
        Dal punto di vista tecnologico, il sistema prevede la collocazione dell’isolante in corrispondenza della faccia superiore della soletta. L’intervento consente la correzione dei ponti termici, garantendo al tempo stesso elevata durata dell’intervento, forte resistenza agli urti accidentali, idoneo comportamento al fuoco, semplicità di posa in opera.

        Nel dettaglio, la tecnica consiste nella preparazione del supporto, che deve essere privato di asperità e materiali incoerenti, così da avere un’adeguata planarità per ricevere il materiale isolante; nella posa in opera dello stesso e nella sua successiva rivestitura, con finalità protettive, con un massetto in cls, in preferenza leggermente armato con una rete elettrosaldata di maglia 10*10, che costituisce il piano di posa della soprastante pavimentazione.
        Infine, nel caso in cui si utilizzi un isolante in pannelli, particolare cura va posta all’accostamento reciproco tra gli stessi. Nel caso di pannelli in fibre, l’adozione della tecnica comporta che sia necessario realizzare al di sopra di essi uno strato di tenuta all’acqua “a vaschetta”, in modo tale che il getto del massetto di calcestruzzo soprastante non causi la totale imbibizione del materiale isolante, con conseguente riduzione delle sue caratteristiche coibenti. Nel caso si adoperi massetto coibente in calcestruzzo alleggerito, è necessario che l’impasto posato sia omogeneo e di adeguato spessore.
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Coibentare ed isolare
3: Esempio isolamento della Pavimentazione
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        Nel dettaglio, la tecnica consiste nella preparazione del supporto, che deve essere privato di asperità e materiali incoerenti, così da avere un’adeguata planarità per ricevere il materiale isolante; nella posa in opera dello stesso e nella sua successiva rivestitura, con finalità protettive, con un massetto in cls, in preferenza leggermente armato con una rete elettrosaldata di maglia 10*10, che costituisce il piano di posa della soprastante pavimentazione.
        Infine, nel caso in cui si utilizzi un isolante in pannelli, particolare cura va posta all’accostamento reciproco tra gli stessi. Nel caso di pannelli in fibre, l’adozione della tecnica comporta che sia necessario realizzare al di sopra di essi uno strato di tenuta all’acqua “a vaschetta”, in modo tale che il getto del massetto di calcestruzzo soprastante non causi la totale imbibizione del materiale isolante, con conseguente riduzione delle sue caratteristiche coibenti.
        Nel caso si adoperi massetto coibente in calcestruzzo alleggerito, è necessario che l’impasto posato sia omogeneo e di adeguato spessore.
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