Il termine giardino deriva da “paradiso”.  Quest'ultimo deriva dal sanscrito paradesha o paese supremo, più tardi occidentalizzato in pairidaeza (iranico) che è un composto di pairi- (attorno) e -diz (creare), paràdeisos (greco), pardes (ebraico), partez (armeno) e paradisus (latino), da cui derivò in italiano paradiso.

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        Secondo l'iconografia cristiana, il giardino simboleggia la purezza, spesso raffigurato con la presenza della Vergine Maria. Leggendo la genesi, nella descrizione dell'eden si ritrovano le seguenti frasi “...E Dio disse: Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra. [GEN 1:26].” 
Il giardino dell'Eden
        Nella cultura orientale, il significato del giardino rappresenta un elemento non soltanto estetico, ma stimola il visitatore nella ricerca dell'uomo (io nascosto) ed a riflettere sul significato delle armonie tra natura ed uomo. Essa trae la propria origine dal simbolismo cinese, secondo il quale gli oggetti naturali quali la pietra, l'albero, la montagna, lo stagno e l'isola sarebbero la manifestazione sensibile di entità divine.
        In questa trascrizione è possibile ritrovare il termine il plurale (maiestatis) di "nostra immagine e somiglianza", e l'affermazione di aver dato la superiorità, anzi il dominio, all'uomo rispetto agli altri animali.
Successivamente si legge “...Poi Dio disse: Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che é su tutta la terra e ogni albero in cui é il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali é alito di vita, io dò in cibo ogni erba verde."
        In oriente il giardino è sempre stato concepito come una perfetta imitazione dell'armonia cosmica, un'imitazione capace di influire positivamente sull'uomo. In sintesi esso rappresenta il simbolo della coscienza rispetto alla selva (inconscio), come l'isola rispetto all'oceano.
Il giardino orientale
Il giardino Zen
        Nell'iconografia alchemica il giardino rappresenta una contrada a cui è possibile accedere attraverso una stretta porta a soltanto a condizione di aver superato grandi fatiche e difficoltà.
Parco dei Mostri di Bomarzo (Viterbo)
Il giardino alchemico
       In epoche arcaiche il simbolo del giardino rappresentava l'insieme dell'aldilà dei beati.
        In diverse epoche, dal periodo greco, romano, e medievale (in presenza di chiostri), i giardini erano chiusi verso l'esterno da un muro. In particolare, i chiostri medievali a forma di croce racchiudevano giardini che venivano intesi come una copia del paradiso perduto.
Ricostruzione del giardino della Casa dei Vetii (Pompei)
Chiostro della Chiesa di S.Francesco della Vigna (Venezia)
Altre caratteristiche del giardino sono:

  • le sue forme;
  • l'orientamento rispetto al paesaggio;
  • la morfologia del terreno;
  • la distribuzione delle alberature e dei fiori.
Ogni elemento sia naturale che architettonico di cui è costituito il giardino ha un valore simbolico. P.es.:

  • l'acqua, come elemento primordiale rappresentante, in molti miti della creazione del mondo, la sorgente della fonte della vita e, allo stesso tempo del declino. Per i cinesi rappresenta la dimora del drago
  • la terra
  • il muro di cinta, che costituisce una "barriera" tra le forze interne che fioriscono
  • la porta, che rappresenta il percorso iniziatico e può essere trovata solo dopo aver superato gli ostacoli
  • l'albero
  • il giardiniere
  • allegorie e simbologie della personalità dell' Io.
        Nelle più antiche descrizioni il giardino è presentato come frutteto o verziere, per cui si può affermare che, all’origine, esso aveva una funzione prettamente utilitaria. L’estetica del giardino appare, sin dall’antichità, collegata alla scelta delle specie vegetali che esso dovrà ospitare. La distribuzione delle varie specie all’interno del giardino, invece, rappresenta la fase architettonica e progettistica perché dipende dal disegno iniziale e comprende la scelta del sito.
        L’evolversi dell’architettura, e in particolare della villa, con schemi planimetrici aperti e liberamente articolati, ha portato il giardino ad ampliare sempre di più le proprie dimensioni, andando contestualmente alla ricerca di grandi e varie prospettive, la cui attuazione richiede l’impiego di grandi masse arboree e giochi d’acqua. In questo modo si giunge all’inserimento di elementi architettonici e costruzioni secondarie, come ninfei e porticati, concepiti in funzione del giardino stesso, inteso non più come solo completamento della villa, ma come un tramite tra essa e la natura circostante, separando vita civile e vita rustica.
       
        Un'ultima evoluzione si è, infine, avuta in epoca moderna, con la realizzazione del "giardino in verticale" e del "giardino pensile", realizzato lungo gli edifici stessi, di cui diviene parte integrante a tutti gli effetti.

Autore : Arch. Pojero Tullio
1: Origini e significato del giardino
Arte dei giardini
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