Fino a qualche anno fa, i satelliti venivano utilizzati solamente in ambito militare o al massimo per lo studio del pianeta. Oggi, invece, se si e' appassionati di Cinema o di Sport, sicuramente si e' in possesso di un decoder per la ricezione satellitare. Grazie al satellite, infatti, siste da qualche decennio: la TV DTH (direct to home) satellitare, che consente di accedere a migliaia di canali da tutto il mondo.
Mediante una semplice parabola e un (più o meno costoso) abbonamento (a uno o più provider), si puo' aver accesso a questa nuova TV, e, muniti di un semplice telecomando, si puo' far zapping tra migliaia di canali.
NASCITA ED EVOLUZIONE DEL SISTEMA
Il famoso scrittore di fantascienza Arthur C. Clarke (autore di 2001: Odissea nello spazio) viene notoriamente indicato come l'ideatore dei sistemi satellitari cosiddetti geostazionari; infatti, nel 1945, Clarke scrisse che un satellite in orbita equatoriale circolare avente un raggio di circa 42424 km (dal centro della Terra) avrebbe una velocità angolare esattamente pari a quella del pianeta, rimanendo quindi relativamente immobile nel cielo rispetto al suolo e divenendo così un possibile ponte radio tra due punti dell'emisfero visibili dal satellite.
Inoltre, tre satelliti spaziati di 120° potrebbero (con qualche sovrapposizione) coprire l'intera circonferenza del pianeta; in questo caso i messaggi potrebbero essere anche scambiati tra i satelliti, o attraverso un doppio hop a terra, rendendo possibile una comunicazione diretta tra due punti qualsiasi del globo.
L'idea di Clarke era incredibilmente innovativa se si pensa che il lancio dello Sputnik da parte dell'Unione Sovietica avvenne solo nel 1957: esso fu il primo satellite a trasmettere informazioni a terra e viene considerato a ragione il padre di tutti i satelliti.
Lo Sputnik non era altro che una sfera con un diametro di 60 centimetri ed un peso di circa 80 chilogrammi. Le 4 antenne di cui era munito servivano a trasmettere a terra informazioni relative ai cambi di temperatura ed il funzionamento era monitorabile per mezzo della diffusione di un segnale tipo “beep-beep” ricevibile a Terra anche da parte dei radioamatori opportunamente attrezzati. Questo rudimentale satellite rimase in orbita per 92 giorni prima di disintegrarsi nell'atmosfera terrestre.
Per parlare comunque di trasmissione satellitare vera e propria bisogna attendere almeno, in Europa, l'inizio degli anni ‘80, con il lancio dei sistemi satellitari ASTRA che a breve furono seguiti dai sistemi EutelSat.
Ad oggi ASTRA (28,2°, 19,2°, 4,8° est, ecc) ed Eutelsat (vari poli orbitali, tra i quali il più noto HotBird 13° est, ma anche 7°, 10°, 16°, 36° est, ecc; nonche' il nuovissimo 9° est) possono contare in orbita diversi satelliti, disposti lungo varie orbite geostazionarie per centinaia di transponders e migliaia di canali diffusi.
Inoltre, vengono continuamente lanciati nuovi satelliti, atti sostituire i recedenti obsoleti, a rafforzarne le posizioni orbitali o a crearne delle nuove. Dal sito Lyngsat è possibile consultare la programmazione mondiale relativa al lancio di nuovi satelliti.
Si fa notare che, oltre alla collocazione geostazionaria (GEO), esistono anche satelliti (destinati ad attività diverse da quelle della diffusione di segnali radiotv, quali quella militare, la metereologica, GPS, ecc) posizionati in orbita MEO (orbita terrestre media posta a circa 10000 km di distanza dalla Terra) e LEO (orbita terrestre bassa, compresa tra 200 e 2000 km di distanza dalla Terra), che non analizziamo in questa sede.