La prima operazione dell’architettura di ogni tempo è stata quella di fornire all’uomo un “piano di vita” orizzontale; ma la necessità di isolarsi dal terreno ha portato alla contemporanea nascita della scala.
        Essa mette in comunicazione piani a vari livelli, e la sua forma varia in funzione dello spazio.

        E’ una “promenade architecturale”, come la definiva Le Corbusier, che non solo serve a farci spostare di quota, ma che ci consente di vedere gli spazi da altezze diverse mentre la percorriamo. Inoltre, essa stessa diviene oggetto architettonico: ogni suo dettaglio è importantissimo, dal materiale alla forma dei parapetti o delle ringhiere e corrimani.
Le Scale
Il Gradino

        Per determinare bene una scala, si comincia sempre dal suo elemento principale, cioè dal gradino; esso è costituito, come si è detto, da due parti:

- la pedata, che in genere corrisponde alla misura media del piede umano (infatti il “piede”, unità di misura inglese di lunghezza, corrisponde a 30,48 cm);
- l'alzata, che misura la differenza di quota tra un gradino e quello successivo.
Il Pianerottolo

        Altro fattore importante per la scala è il tipo di pianerottolo; se le rampe sono intervallate da ampi spazi che permettono alla persona di fare qualche passo in piano, la salita sarà meno faticosa; se al contrario le rampe si succedono con piccoli pianerottoli, la persona che sale non troverà il punto di riposo se non alla fine scala, che perciò risulterà faticosissima.
- appoggiate sui due lati su:
   muri ordinari (a);    
   travi in c.a. o in acciaio (b);
   volte (e ed f);
   travi in legno (e)
- a sbalzo: i gradini sono incastrati da un solo lato e nello stesso tempo, a seconda della loro forma, possono essere appoggiati uno sull'altro ;
- appese; i gradini sono sostenuti da tiranti calanti da travi poste alla sommità della scala (d).
- autoportanti o prefabbricate: vengono fornite già realizzate e bisogna solo accuratamente installarle.

        In linea generale, una scala è costituita da due parti:

- la struttura portante, realizzabile in c.a., acciaio, legno;

- le opere di finitura, comprendenti il rivestimento  del rustico del gradino (in caso di scala realizzata in c.a.) con marmo o piastrelle.




        Una scala è, in linea generale, costituita dai seguenti elementi:

  • il vano scala, ovvero lo spazio occupato dal complesso delle varie strutture che compongono la scala;
  • la rampa, che comprende l’insieme di scalini consecutivi;
  • il gradino, caratterizzato da pedata, alzata e lunghezza;
  • il pianerottolo (o ripiano), quale zona di sosta fra due rampe, che può essere intermedio o di arrivo, quando da esso si accede agli ambienti;
  • il pozzo o tromba della scala, rappresentato dallo spazio in mezzeria compreso fra le rampe;
  • la ringhiera di protezione, per le scale non comprese fra due muri;
  • il corrimano, struttura di appoggio per la persona.
        Le soluzioni geometriche progettuali di una scala sono vastissime, e sono relazionate alla sua collocazione ed all’uso. Si possono avere scale ad una, due o anche tre rampe (per tutte vale la regola di prevedere un pozzo scala abbastanza largo in modo da avere una scala luminosa e non oppressiva); scale a rampa continua (come quelle dritte o a chiocciola, tipicamente usate all’interno.

        A seconda del materiale impiegato, le scale possono essere costruite con i seguenti metodi strutturali:
        Una scala delimitata da due muri non ha bisogno di ringhiera di protezione, ma del corrimano, almeno su un lato, che può essere incassato nel muro o sporgente da esso.
Inoltre, la parte di muro a contatto con lo scalino sarà protetta da un rivestimento di lastre di marmo di 2 cm di spessore, dello stesso marmo impiegato per le alzate, con funzione di battiscopa.
        La scala a sbalzo deve essere protetta da una ringhiera dalla parte del vuoto, per un'altezza di 95-105 cm, che può essere realizzata da robusti profilati di acciaio saldati tra loro e murati alla struttura portante della scala. I tipi più semplici di ringhiere sono quelli a montanti verticali disposti su ogni gradino, collegati da ferri longitudinali, ma le variazioni sono moltissime.


fonte: LeMonnier, “Tecnologia delle costruzioni”
        I due elementi sono strettamente legati tra di loro in base al concetto della fatica: nll’ottica del minor consumo di energia, la lunghezza normale del passo di un uomo tende a diminuire con l’incremento della pendenza del percorso.
Alla luce di ciò, alzata (a) e pedata (p) sono legate dalle seguenti relazioni:

a + p = 45-48 cm
2a + p = 62-65 cm

        Il rapporto a/p determina la pendenza della rampa
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Legenda:

A : Ascensore
B : Scala a pioli
C: Scala da biblioteca
D: Scala di abitazione
E : Ringhiera di accesso
F : Pedata
        In base all'altezza interpiano ed a seconda dell'altezza di ciascun gradino (alzata), occorrono un numero di gradini secondo quanto illustrato nella seguente tabella. P.es.: con riferimento alla prima colonna (wuella relativa ai gradini da 15 cm), per raggiungere una quota di 3,15 metri, occorreranno 21 gradini.
ALTEZZE DEI PIANI
(in neretto, sono evidenziate le quote più comuni)
Altezza del singolo gradino (cm.)
Numero
di
gradini
        La lunghezza del pianerottolo dovrebbe essere tale da consentire un numero dispari di passi, che permetta il cambio di piede nel salire la rampa successiva (quando si sale una rampa di scale si può iniziare la salita mettendo avanti il piede destro o sinistro, in tal modo lo sforzo maggiore è sopportato da una sola gamba; alla rampa successiva per non stancarsi troppo è bene invertire il piede di inizio).
        Anche la larghezza della rampa (o lunghezza del gradino), superata l'epoca degli scaloni d'onore dei palazzi nobiliari, và commisurata alla dimensione umana; in particolare, considerato l’ingombro di una persona in 60 cm, dev’essere pari a 60/70 cm per le scale fatte per il passaggio di una sola persona, 110/120 cm per il passaggio simultaneo di due persone, 170/180 cm per il passaggio di tre persone… e così via.
Soluzioni progettuali
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