La legge 241 del 1990, nota come "legge sulla trasparenza amministrativa", ha profondamente rinnovato il rapporto tra i cittadini e la pubblica amministrazione e si ispira ad un altrettanto importante legge di riforma del procedimento amministrativo, attuata in Germania nel 1976, che prevedeva che il rapporto tra cittadini ed amministrazione si svolgesse su un piano sostanzialmente paritario.
Legge 7 agosto 1990, n. 241 : Nuove norme sul procedimento amministrativo
(aggiornata alla Legge 221/2015)





        La legge 241/1990, nel corso degli anni, ha subito varie integrazioni ad opera delle leggi 15/2005, 80/2005, 69/2009, 104/2010, 122/2010, 163/2010... 33/2013 fino all'ultima 221/2015

        Nella fattispecie, la Legge 15 del 11 febbraio 2005, recante "Modifiche ed integrazioni alla legge 7 agosto 1990, n. 241", rafforzando, all'art. 1/bis, il principio per il quale il rapporto tra amministrazione e cittadini dev'essere, per quanto possibile, un rapporto di tipo paritario e collaborativo e non più solo autoritativo.
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Norme sul Procedimento Amministrativo
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Generalità sulle Leggi
7 agosto 1990, n. 241 e 14 marzo 2013, n. 33
  • introduzione di diversi momenti e meccanismi tramite i quali il privato può intervenire nell'attività della pubblica amministrazione;
  • indicazione obbligatoria delle motivazioni che scaturiscono i provvedimenti amministrativi;
  • obbligo di dare comunicazione o notizia dell'avvio del procedimento amministrativo da parte dell'autorità amministrativa;
  • previsione dell'esistenza degli interessi legittimi collettivi;
  • individuazione della figura responsabile del procedimento amministrativo e la previsione dell'obbligo di comunicazione del responsabile agli interessati dal provvedimento amministrativo;
  • istituzione degli accordi integrativi o sostitutivi tra privati e pubblica amministrazione, come possibilità per sostituire provvedimenti di carattere amministrativo;
  • istituto del silenzio-assenso, per cui, nei casi previsti dalla legge, il silenzio dell'amministrazione assume carattere di manifestazione di volontà;
  • istituto del denuncia di inizio attività nei casi in cui sia richiesta un'autorizzazione;
  • introduzione del meccanismo dell'autocertificazione (di cui al D.PR. 445/2000);
  • diritto, per i cittadini, di avere accesso agli atti della pubblica amministrazione e di poterne ottenere una copia;
  • indicazione del dato minimo per l'affermazione del diritto.
        Piu' in generale, la Legge 15/2005 è contraddistinta dai seguenti parametri:

  • semplificazione del ricorso al meccanismo del silenzio/assenso per i privati, per i casi in cui le amministrazioni si dimostrino inadempienti;
  • rafforzamento della figura del responsabile del procedimento amministrativo, prevedendo che l'organo competente per la firma del provvedimento finale, quando non voglia aderire alle risultanze prodotte dal responsabile, debba darne adeguata motivazione;
  • comunicazione, nell'atto di notifica del procedimento amministrativo, della data entro cui questo si deve concludere ed i rimedi che gli interessati possono adottare nel caso di inerzia dell'amministrazione;
  • generalizzazione della possibilità di addivenire ad accordi sostitutivi tra privati e pubblica amministrazione, eliminando il riferimento per cui tali accordi erano praticabili solo nei casi previsti dalla legge;
  • maggior definizione dell'istituto della Conferenza di servizi, con l'intento di favorirne l'utilizzo;
  • definizione in maniera positiva dell'efficacia dell'atto amministrativo e l'esecutorietà dello stesso;
  • introduzione della nozione di nullità dell'atto amministrativo, ponendo fine alle lunghe dispute dottrinali al riguardo;
  • definizione dell'annullabilità amministrativa e all'interno di questa, dell'annullabilità d'ufficio.
        Di estrema importanza anche la sostituzione dell'art. 19 della 241/90, ad opera dell'art. 49 comma 4/bis della Legge 122/2010, che introduce l'istituto della S.C.I.A. (segnalazione certificata inizio attività) in luogo della precedente D.I.A. Tale istituto è stato, peraltro, recepito anche nelle procedure edilizie. Recenti modifiche sono altresì state introdotte in merito dai decreti legislativi 126, 127 e 222 del 2016.

        Per consultare il testo aggiornato della Legge 241/1990 CLICCA QUI
Decreto Legislativo 15 marzo 2013, n. 33:
Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni
(aggiornato al D.L.vo 97/2016 dell'8 giugno 2016)
        Nella Gazzetta Ufficiale di venerdì 5 aprile 2013 è stato pubblicato il Decreto Legislativo 33/2013. Questo provvedimento, predisposto in attuazione dei principi e criteri di delega previsti dall’articolo 1, comma 35, della legge 6 novembre 2012, n. 190 recante “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”, riordina, in un unico corpo normativo, le numerose disposizioni legislative in materia di obblighi di informazione, trasparenza e pubblicità da parte delle pubbliche amministrazioni, susseguitesi nel tempo e sparse in testi normativi non sempre coerenti con la materia in argomento.
        La legge ha trasformato, almeno nel principio amministrativo, il rapporto tra amministrazione e cittadini da un rapporto di tipo autoritativo ad uno di tipo paritario e collaborativo ed è caratterizzati dai seguenti parametri:
        Ulteriori approfondimenti in merito possono essere desunti dal documento della D.ssa Roberta Fiore "Il procedimento amministrativo", disponibile CLICCANDO QUI.
        Tuttavia, il decreto legislativo 33/2013 non si limita alla sola ricognizione e al coordinamento delle disposizioni vigenti, ma modifica e integra l’attuale quadro normativo, prevedendo ulteriori obblighi di pubblicazione di dati ed ulteriori adempimenti.
        La legge 33/2013 ha subito profonde modificazioni in seguito alla pubblicazione della Legge 97/2016 dell'8 giugno 2016 che, di fatto, ne modifica parecchi articoli e contenuti.

        Si rimanda, a tal riguardo, alla Scheda Informativa predisposta dal Consiglio Nazionale dell'Ordine Forense, disponibile in formato .pdf  CLICCANDO QUI