Tutte le parti dell’edificio disperdono calore ma è soprattutto il tetto ad incidere sulla dispersione termica complessiva della costruzione. Oggi è possibile ridurre queste perdite energetiche isolando termicamente il tetto con materiali specifici.
        L’isolamento delle coperture è essenziale per ridurre la dispersione termica comportando notevoli economie di esercizio e sensibili vantaggi in termini di comfort abitativo. L’isolamento del tetto svolge anche una funzione protettiva nei confronti della struttura, soprattutto quando questa è in legno.Inoltre l’isolamento termico delle coperture offre notevoli vantaggi durante il periodo estivo. Per effetto delle radiazioni solari infatti la temperatura superficiale all’estradosso del manto di copertura può risultare superiore alla temperatura dell’aria esterna anche di 10 - 30 °C in funzione del calore del manto. Di conseguenza il salto termico effettivo tra l’interno e l’esterno della copertura è molto elevato.
        Ciò fa ulteriormente aumentare la temperatura interna dell’edificio a causa della trasmissione di calore che può avvenire attraverso il tetto nel caso non sia presente un buon isolamento termico.




Tecniche di isolamento delle coperture a falde

        Il tetto a falde è certamente uno dei tipi di copertura più diffusi nell’edilizia abitativa.
        Il 65% delle coperture realizzate ogni anno in Italia nel settore residenziale infatti è a falde; di queste quasi il 90% impiega tegole realizzate in laterizio o cemento.
        L’integrazione dell’isolamento termico in questo tradizionale tipo di copertura deve essere tale da preservare le prestazioni dell’intero sistema di copertura.
        Lo strato isolante deve garantire oltre alle prestazioni tecniche di coibentazione la resistenza alle sollecitazioni tipiche dei manti di copertura tradizionali.
        La soluzione dei problemi di isolamento termico in una copertura a falde inclinate dipende da numerosi elementi.
        Tra questi devono essere considerati il tipo di struttura e le caratteristiche del manto di copertura, scegliendo, tra i possibili schemi applicativi, quelli che presentano il comportamento meccanico e termoigrometrico ottimale.
        Si possono indicare tre grosse categorie di intervento per l’isolamento delle coperture a falde: sistemi di isolamento che offrono anche una adeguata ventilazione sottotegola, isolamento senza ventilazione e infine isolamento della soletta di sottotetti non praticabili.
2) Isolamento di coperture non ventilate

        In alcune regioni è consuetudine posare il manto di copertura direttamente sulla struttura portante, a volte anche cementando le tegole allo strato sottostante. In questo caso si può isolare termicamente il tetto posando un materiale isolante all’estradosso o all’intradosso della copertura.
        Nel caso di coperture in laterocemento l’isolamento della copertura verso l’estradosso consente di sfruttare l’inerzia termica della struttura.
        Una copertura, oltre a risultare impermeabile all’acqua e resistente ai carichi (vento, neve, carichi accidentali, ecc.) deve essere isolata termicamente e realizzata in modo tale da prevenire l’insorgere di situazioni termoigrometriche critiche. Tali situazioni infatti, se non verificate, possono comportare condensazioni in superficie o negli strati che compongono la copertura stessa.
        Migliorando l’isolamento termico delle strutture di un edificio esistente si ottengono sensibili riduzioni dei consumi di combustibile nel riscaldamento invernale e quindi nella gestione dell’impianto.
1) Isolamento con ventilazione sottotegola

        La ventilazione della copertura consiste nel realizzare un’intercapedine ventilata al di sotto del manto di copertura.
        Si tratta di un fattore fondamentale per la buona progettazione di una copertura a falde in quanto svolge importanti funzioni:
- nelle regioni dove si verificano abbondanti nevicate e un elevato numero di cicli di gelo-disgelo, la ventilazione sottotegola assicura l’uniformità di temperatura in tutta la copertura, prevenendo un veloce scioglimento della neve al colmo e la formazione di ghiaccio in gronda, con conseguenti sollecitazioni del manto e possibili infiltrazioni dell’acqua;
- in condizioni climatiche meno severe la ventilazione favorisce lo smaltimento del vapore acqueo proveniente dai locali sottostanti, evitando così le conseguenze della condensazione sotto il manto o nel sottotetto;
- durante il periodo estivo la ventilazione, generando moti convettivi nell’intercapedine sottotegola, consente il raffrescamento diminuendo la sollecitazione termica nelle parti sottostanti della copertura.
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Coibentare ed isolare
6: Isolare le Coperture a falde
        Tra i possibili interventi per isolare termicamente esistono sostanziali differenze nei costi e nel risparmio ottenibile in termini di consumi energetici. In particolare le dispersioni attraverso un tetto non isolato possono rappresentare più del 25% delle dispersioni totali di un edificio.
        E’ pertanto opportuno, anche nel caso di ristrutturazioni, intervenire isolando adeguatamente il tetto per ridurre decisamente il fabbisogno di energia.

        La normativa italiana sul risparmio energetico degli edifici impone un limite alle dispersioni di calore e pertanto impone di isolare termicamente le strutture.
        Nel caso di ristrutturazioni l’applicazione della legge può avvenire in maniera graduale in funzione degli interventi che vengono realizzati.
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3) Isolamento di sottotetti non praticabili

        Nel caso non occorra rendere abitabile il volume del sottotetto la soluzione ideale consiste nel posare uno strato di isolante sull’estradosso dell’ultimo solaio orizzontale.


(fonte: Styrofoam)