All'opera

        Una volta concluse le operazioni preliminari bisogna stabilire il tipo di finitura - e quindi il tipo di prodotto - che si desidera ottenere: se una finitura liscia tradizionale con una pittura per esterni oppure in rilievo (bucciata, graffiata, ecc.) çon un rivestimento plastico.
        E' importante fare questa scelta sin d'ora poichè ogni prodotto richiede un particolare tipo di fondo, soprattutto se la muratura è di recente costruzione.

        La scelta del tipo di finitura (ovvero del tipo di pittura) và presa anche in considerazione dello stato della facciata, secondo lo schema seguente:
        Il trattamento delle pareti esterne è senz' altro più complicato del trattamento degli interni; sarà capitato anche a voi di vedere il triste spettacolo di case, magari ritinteggiate da poco, deturpate da antiestetiche macchie o, nei casi peggiori, da parti di pittura in completo distacco.




Scelta dell'attrezzatura

Spazzola. Attrezzo utilissimo per la preparazione del muro e il ripristino delle condizioni ottimali. Vi consigliamo una spazzola in saggina.

Taloscia. Ve ne sono di diversi tipi, differenti per forma e materiali (legno, metallo, plastica dura, ecc.). È molto utile per l'applicazione dei rivestimenti plastici.

Raschietto e spatola per lo stucco. Il primo è indicato per eliminare le parti di intonaco e le vecchie pitture in parziale distacco. La spatola facilita l'applicazione e la Iisciatura dello stucco.
Operazioni preliminari

        Prima di analizzare gli interventi pratici vi ricordiamo che i periodi migliori per un intervento di tinteggiatura di questo tipo sono quelli dalla primavera all'autunno; in ogni caso la temperatura non deve essere inferiore ai 5°C e naturalmente devono essere evitate le giornate ventose o di pioggia. Anche il sole potrebbe creare dei problemi se la parete da trattare fosse esposta direttamente ai suoi raggi: vi consigliamo pertanto, nelle giornate di gran sole, di tinteggiare la parete esposta a ovest nelle prime ore del mattino, quella esposta a nord in tar,da mattinata, quella esposta a est nel primo pomeriggio e quella esposta a sud verso sera.

        Ma veniamo ora alla preparazione del fondo vera e propria: a prescindere dal tipo di fondo, la primissima operazione da compiere sarà un'energica spazzolatura per rimuovere le parti in parziale distacco, le impurità e le vecchie pitture male ancorate.
        Le crepe e i buchi devono essere stuccati, dopo l'applicazione dell'isolante. Per facilitare la presa dello stucco inumidire la parte danneggiata.
        Una volta risanati e ripuliti i muri potrete procedere all'intervento di tinteggiatura vero e proprio.
        Se si è optato per una finitura liscia con pitture per esterni, stendere innanzi tutto una mano di fondo adeguatamente diluita con acqua. Ad essiccazione ultimata, è possibile stuccare le superfici. Stendere, quindi, 2 mani di idropittura (possibilmente al quarzo o silossanica), avendo cura di attendere 3-4 ore fra una mano e l'altra per permettere l'essiccazione.
        Se invece si preferisce una finitura a rilievo, si dovrà applicare 1 mano di isolante fissativo per plastici. Attendere 24 ore e finire il lavoro con 2 mani (adeguatamente distanziate temporalmente) di pittura al quarzo o, meglio ancora, silossanica.

        Tanto vale impegnarsi al massimo sin dai primi passi, cioè dalla scelta dell'attrezzatura, per poi procedere in modo corretto e scrupoloso nella preparazione delle superfici e nelle operazioni di finitura conclusive."

        Naturalmente non si può pretendere che una tinteggiatura abbia una durata illimitata nel tempo ma è giusto esigere la necessaria resistenza alle radiazioni solari, alle intemperie, all'umidità e all'azione corrosiva degli agenti atmosferici, specie se la nostra casa è situata in un ambiente molto aggressivo, come possono esserlo quelli marini o fortemente industrializzati.
Pennellessa. La tinteggiatura delle pareti esterne viene eseguita prevalentemente con rullo e pennellessa.

Rullo di lana a pelo lungo. È il prodotto ideale per l'applicazione di idropitture e prodotti murali in genere. Sceglietene uno di larghezza media (18-20 cm circa). In commercio esistono anche rulli provvisti di serbatoio, che velocizzano il lavoro di tinteggiatura giacchè rilasciano la corretta quantità di pittura sulla parete ad ogni passata ed, inoltre, non vanno continuamente intrisi in questa e poi strizzati.

Rullo di gomma e spugna sintetica per rivestimenti plastici. In commercio ce ne sono di diversi modelli (alveolati o sagomati a punti e linee asimmetriche) a seconda del tipo di finitura che si vuole ottenere.
Secchio e grata. Due elementi indispensabili per la lavorazione a rullo. Il secchio può essere tranquillamente sostituito dallo stesso contenitore della pittura (specie se si tratta di un'idropittura).

Ponte e scala. Un ponte - oltre ad essere più sicuro - semplifica di molto l'intervento di tinteggiatura nella zona alta delle pareti. Vi sconsigliamo di improvvisare delle soluzioni alternative azzardate. Per medio/piccoli lavori si consiglia l’uso di un tra battello; per grandi lavori necessita il ponteggio vero e proprio o, in alternativa, un ponte elevatore elettrico.

Guanti, fogli di giornale e nastro adesivo. Gli elementi estranei all'intervento di tinteggiatura (ad esempio gli infissi e i marmi) devono essere schermati in modo da evitare inutili interventi di pulizia finali.
        Per quanto concerne il tipo di finitura, oltre a quella tipica liscia, esistono anche i  più decorativi efffetti ottenibili con i rivestimenti plastici.
        Si tratta di prodotti vernicianti che vengono applicati a spessori superiori a quelli delle normali idropitture e con i quali si possono ottenere diversi effetti estetici.
        L'applicazione di questi prodotti, in genere, per la sua difficoltà richiede una manodopera preparata ed esperta in questo tipo di lavori; ma con un po' di coraggio e alcune nozioni tecniche è possibile ottenere un risultato soddisfacente.
        Gli effetti che si possono ottenere sono molteplici e, con un po' di fantasia, chiunque può inventarsene uno nuovo. Naturalmente i particolari effetti dipendono dai materiali utilizzati che, di volta in volta, possono essere: un frattazzo, un rullo sintetico, una spatola.
        Le finiture più semplici sono la liscia,la bucciata e la graffiata; ma, come si è detto, possono adottarsene infinite, col supporto dei relativi prodotti (si rimanda ai produttori di colori e vernici) ed attrezzi (rullo di spugna alveolata, tampone, spatole, frattazzo, etc…)


fonte: Linvea
        Nella maggior parte dei casi poi, visti soprattutto i costi e la fatica che un intervento su una facciata esterna comporta, quelle case rimarranno così per anni sino a che il proprietario, stanco di un'immagine tanto desolante, si deciderà a ripetere l'intervento fallito in precedenza.
        Viste queste premesse ci viene spontanea una domanda:    "perchè risparmiare sulla qualità della pittura o procedere in modo frettoloso e incompleto quando, presto o tardi, le conseguenze non tarderanno a manifestarsi?
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