Il legno è una fibra naturale viva sensibile per natura alle variazioni del clima ambientale. A seconda delle condizioni in cui viene posato può dar luogo a differenti reazioni. In particolare esso risente delle variazioni di umidità con conseguenti possibili variazioni dimensionali nei pavimenti.
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Il Parquet
5: Verifiche da eseguire prima di porre in opera
gli elementi in legno massiccio del parquet
        Il raggiungimento di una posa ottimale del parquet si ottiene in condizioni ambientali e del sottofondo di posa controllate e prive di umidità che vanno preventivamente verificate per evitare problemi di ritiro (fessurazioni) o rigonfiamento.

        Il legno, costituito da cellule vegetali che alterano le proprie dimensionial variare delle condizioni igrometriche al contorno, è in grado di conservare una soddisfacente stabilità dimensionale unicamentese viene posato e mantenuto in equilibrio con un ambiente la cui temperatura sia compresa tra 16°C e 25°C ed il cui grado di umidità sia compreso tra 45% e 60%.
        È indispensabile che gli ambienti siano acclimatati, ovvero con i serramenti esterni montati. Nel periodo immediatamente successivo alla posa è importante aerare i locali sia per facilitare la fuoriuscita degli eventuali eccessi di umidità, creatisi dalle lavorazioni antecedenti la posa del parquet, che per ristabilire nei medesimi un corretto equilibrio termo-igrometrico.
        La successiva conservazione del pavimento in legno dipende anche e soprattutto da un clima all'interno dell'abitazione sano ed equilibrato. È opportuno pertanto adottare gli accorgimenti necessari ad evitare che si vengano a stabilire condizioni critiche per il parquet come l'utilizzo di umidificatori quando è accesso il riscaldamento in casa.
        All’ingresso é preferibile utilizzare uno zerbino di opportune dimensioni, che consenta di pulire le calzature dalla presenza di sassolini sabbie o altro, capaci di graffiare o comunque deteriorare la finitura del parquet.

        Riepiloghiamo comunque qui nel seguito in modo sintetico le principali avvertenze indispensabili affinché la pavimentazione in legno conservi nel tempo stabilità e bellezza. Si raccomanda altresì di consultare la pagina "Metodologie di posa", disponibile CLICCANDO QUI
Controllo dell'Umidità del sottofondo
        Immediatamente prima della posa, deve sempre essere rilevata l’umidità del sottofondo, effettuando le misurazioni in tutti quei punti che possono ritenersi significativi. La rilevazione dell’umidità deve essere ripetuta anche dopo aver eseguito eventuali opere di preparazione, consolidamento, pulizia con uso di liquidi, ecc. Un massetto posto in normali condizioni ambientali, è da considerarsi idoneo alla posa quando il suo contenuto di acqua in peso è al di sotto del:
  • 2% in caso di massetto tradizionale realizzato con sabbia e cemento;
  • 1,8% se il massetto è realizzato con leganti idraulici a media/rapida essiccazione;
  • 0,5% in caso di massetto in anidrite;
  • 1,8% in presenza di massetto radiante;
  • 0,3% se si ha un massetto radiante realizzato in anidrite.
        Per determinarne il grado di umidità occorre l’igrometro: mentre quello “a conducibilità elettrica” può essere utilizzato per misurare l’umidità del parquet, l’unico strumento valido per misurare il grado di umidità residua presente nel massetto è l’igrometro “a carburo”. Si tenga presente che nel caso di un qualsiasi massetto di 4 centimetri di spessore uniforme con guaina impermeabile sottostante, la misurazione va effettuata ad una profondità di circa 3÷3,5 centimetri.
        In assenza di guaina isolante, occorre anche procedere ad una corretta misurazione dell’umidità in profondità su tutti i componenti sottostanti.
        In commercio esistono materiali cosiddetti “impermeabilizzanti di superficie” o “barriere al vapore chimiche”, che i produttori suggeriscono di utilizzare per isolare il legno dal massetto, permettendo di procedere alla posa anche in presenza di umidità residua leggermente superiore alla norma.
        Tali prodotti, anche in relazione alle casistiche di impiego ed alle necessarie garanzie, vanno impiegati unicamente in casi di forza maggiore e seguendo scrupolosamente le istruzioni fornite dalla casa produttrice. Per procedere alla posa è infine necessario verificare che non vi siano componenti strutturali o di finitura (soffitti, pareti, intonaci, ecc.) in grado di rilasciare umidità eccessiva all’aria o direttamente al pavimento, sia esso da montare che già posato.
Sottofondi su impianti di riscaldamento / raffrescamento a Pannelli Radianti
        Non vi sono particolari controindicazioni per la posa su massetti radianti, purché vengano osservate alcune avvertenze.
        Anzitutto, per mantenere in condizioni di sufficiente stabilità dimensionale un pavimento in legno posto in opera su un massetto riscaldante e/o raffrescante, il microclima locale deve essere preventivamente verificato; a tal fine il calcolo termotecnico deve assicurare, sia a regime che nelle fasi transitorie, la stretta osservanza di quanto segue:
  • la temperatura del parquet, che ha direttamente funzione riscaldante e/o raffrescante, deve essere compresa nel range 15°C ÷ 25°C;
  • l’umidità dell’aria sotto e sopra il legno deve essere compresa nel range 45% ÷ 60%;
  • devono essere assolutamente evitati fenomeni di condensa localizzata.
        Al fine di ottimizzare l’economicità dell’impianto a pannelli radianti, si consiglia l’utilizzo di parquet in legno massello piuttosto che multistrato, impiegando elementi in legno con spessori non superiori a 14 millimetri e preferendo una posa a colla, che permette una migliore trasmissione del calore.

        Prima di procedere alla posa e, nel caso di parquet tradizionali, alle operazioni di finitura, consigliamo comunque di seguire le indicazioni del produttore del massetto.
Controllo della Consistenza del sottofondo
        Per i sottofondi cementizi si possono utilizzare sia materiali tradizionali, caratterizzati da costi inferiori e tempi di posa ed essiccazione più lunghi, che massetti speciali additivati, con caratteristiche autolivellanti e/o di media/rapida essiccazione. In ogni caso il sottofondo deve avere una compattezza idonea a sopportare le trazioni del parquet: ciò può avvenire unicamente se la sua classe di resistenza è di almeno 200÷250 kg/cm².
        È consuetudine verificare tale compattezza battendo con martello da 750 grammi il massetto, sul quale non devono riscontrarsi impronte.
        Il massetto deve altresì consentire un adeguato ancoraggio: a tal fine il medesimo non deve né spolverare al graffi o, né squamarsi, né presentare crepe o fessurazioni non ferme.
         A tal fine è possibile verificare la sua durezza superficiale graffiandolo con un grosso chiodo d’acciaio.
        Con tale chiodo, si devono formare una serie di riquadri di dimensione di circa 2 x 2 cm: nel fare ciò, non devono crearsi incisioni profonde e sgretolamenti, né avere sviluppo di polverosità.
        Un buon massetto tradizionale può essere realizzato impiegando 350 kg di cemento Portland 32,5 per ogni metro cubo di inerti, costituiti da ghiaia con granulometria (0÷0,8) cm. Nella realizzazione della malta cementizia si consiglia di mantenere il più basso rapporto possibile fra acqua e cemento (A/C < 0,5). Se il massetto risulta di bassa resistenza e coesione, si può valutare la possibilità di consolidarlo con l’impiego di appositi prodotti, seguendone strettamente le indicazioni d’uso.
Controllo della Qualità del piano di posa
        Il piano di posa deve essere in quota, ben pulito e livellato e deve possedere una rugosità suffi ciente all’ancoraggio del collante. E’ necessario verifi care sempre l’omogeneità e la perfetta coesione tra superfi cie di posa e massetto sottostante, eventualmente eliminando qualsiasi agente che possa compromettere il potere aggrappante del collante impiegato (polvere, untuosità, residui di cantiere, ecc.).
        Qualora ciò non fosse, la parte non perfettamente aderente deve essere asportata e il piano di posa ricostruito. In commercio esistono specifici materiali, denominati “autolivellanti” o “rasanti”, sia per restaurare la superficie di posa che per eliminare difetti di livello: ogni prodotto per il trattamento di un massetto va sempre impiegato seguendo scrupolosamente le istruzioni della casa produttrice.
        Dovendo impiegare più material,i è preferibile utilizzare quelli di un unico produttore, verificando sempre e comunque la loro compatibilità con tutti gli altri elementi presenti nel massetto stesso (consolidanti, autolivellanti, rasanti, impermeabilizzanti di superfi cie, barriere al vapore chimiche, ecc.). In ogni caso dopo il loro impiego è necessario controllare il grado di umidità del sottofondo.
        Se il piano di posa è costituito da un pavimento già esistente (legno, marmo, pietra, ceramica, cotto e simili) che non si intende rimuovere, oltre ad eseguire uno specifico controllo della robustezza della vecchia pavimentazione e della sua perfetta aderenza al massetto, occorre procedere ad una corretta preparazione della superficie.
        Tale preparazione consiste in una radicale eliminazione dei grassi (cere, prodotti lucidanti, ecc.) e delle vernici eventualmente presenti, ottenibile mediante levigatura o graffiatura (per esempio impiegando una monospazzola con disco ad elevato potere abrasivo), evitando in ogni caso l’impiego di prodotti liquidi, sì da rendere la superficie di posa perfettamente atta al migliore ancoraggio del collante. Si consiglia anche l’impiego di un promotore di adesione (primer) per garantire un’azione di vincolo ottimale. In presenza di una vecchia e solida pavimentazione in legno con orditura principale in una direzione, si consiglia di posare il nuovo pavimento con orditura ortogonale a quella sottostante.

Controllo della Qualità dell'ambiente
        L’ambiente deve avere gli infissi esterni con vetri montati e deve essere possibile una sua corretta aerazione. Occorre verificare che non vi siano componenti strutturali o di finitura (soffitti, pareti, intonaci, ecc.) che possano cedere l’eventuale eccesso di umidità tanto all’atmosfera quanto al pavimento da montare. Qualora ce ne fossero, al fine di mantenere l’umidità residua dell’aria entro il range 40% ÷ 60% e garantire in tal modo sufficiente stabilità dimensionale al parquet, occorre facilitare nei locali di posa un adeguato ricambio d’aria.
Tipologie di Collanti da adoperare
        Si raccomanda l’utilizzo di collante in quantità e qualità adatte alla posa di parquet secondo le indicazioni fornite dal produttore; tassativamente non impiegare adesivi all’acqua o che possono alterare la stabilità dimensionale degli elementi in legno.
        Se per rendere idoneo il sottofondo o il piano di posa sono stati impiegati prodotti appositi, il collante utilizzato deve essere compatibile con gli stessi, cercando sempre di preferire articoli della medesima azienda.

        Non si deve in ogni caso applicare il collante sui bordi degli elementi in legno per pavimenti, sia tradizionali che prefiniti ed è bene porre particolare attenzione a non imbrattare di colla la faccia degli elementi in legno in opera.


fonte: AliParquets
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        La tinteggiatura deve essere stata già eseguita ed asciutta. Nel caso in cui si debba eseguire un’ultima tinteggiatura alle pareti, è opportuno proteggere il pavimento impiegando preferibilmente cartoni ondulati e mai teli in materiali plastici ed impermeabili, che isolano in modo eccessivo la pavimentazione.
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