Il successo sempre maggiore dei pavimenti laminati sul mercato nasce da una combinazione di caratteristiche tecnico-economiche: praticità, resistenza, possibilità di personalizzazione estetica ed ottimale rapporto prezzo-qualità li rendono altamente competitivi rispetto alle pavimentazioni convenzionali in un ambito di esigenze progettuali sempre più ampio ed articolato.

        Il parquet laminato viene utilizzato in ambienti di grande passaggio, ma anche in casa, diffondendosi sempre più per la sua economicità e la grande varietà di colorazioni/riproduzioni del legno. Ne esiste di bassa e di alta gamma, (per quelli “usa e getta” si parte al pubblico dai 10 €/mq), quelli di alta gamma danno riproduzioni fedelissime del legno, supporti insonorizzanti per evitare il rumore quando ci si cammina, alti poteri isolanti termici oltre che acustici, bisellature per riprodurre la struttura del parquet massello.
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Il Parquet
3: Il Parquet laminato
(pavimento laminato)
        I pavimenti laminati sono composti da strati di materiali diversi, uniti fra loro per pressatura attraverso un sofisticato procedimento produttivo. Il supporto principale è costituito da un pannello dello spessore di 8/10 mm in fibra di legno, rivestito superficialmente da una o più carte decorative o laminato e protetto superficialmente da un overlay ad alta resistenza.

        È proprio quest’ultimo che determina molti dei vantaggi prestazionali dei prodotti in laminato: non temono la luce e le macchie, sono resistenti alle bruciature e difficilmente infiammabili, sono a prova di urto e di forti pressioni, sono fonoassorbenti, ecologici, privi di materiali tossici, di ridotta manutenzione e facile pulizia.
Le classi di utilizzo e le destinazioni d'uso derivanti.

        A seconda degli spessori utilizzati, il parquet laminato è caratterizzato da una diversa risposta alle sollecitazioni d'utilizzo, riassunte nelle rispettive class.

        In laboratorio, la classe di utilizzo è il risultato determinato dal famoso Taber Test. Questo permette di determinare, attraverso un'abrasione roratoria con parametri standardizzata, i giri necessari perchè la superfice mostri i primi danni: più giri occorreranno per arrivare al danneggiamento visibile, migliore sarà la resistenza e quindi la classe di utilizzo.

        Gli EPLF (Produttori Europei Pavimenti Laminati), individuate le caratteristiche richieste per la pavimentazione in laminato, hanno definito cinque principali classi di utilizzo, denominate AC, come da tabella seguente :
Dilatazione del parquet laminato
        Il parquet in laminato è composto quasi interamente da legno. Questo ne fa' un prodotto vivo, che quindi risponde dinamicamente a cambiamenti di umidità dell'ambiente in cui è posato.
        Posto che questa pavimentazione non deve mai essere installata su fondi che presentano problematiche di umidità, la dilatazione è un fattore preso in esame in fase produttiva tanto da avere un paragrafo nella normativa EN13329 che tratta le caratteristiche della pavimentazione laminata.

        Questa caratteristica è strettamente correlata al rigonfiamento del pannello in fibra di legno (Normativa EN13329: Rigonfiamento dello spessore):

  • Per classe di utilizzo 31-AC3 il rigonfiamento deve essere inferiore o uguale al 20% (<=20%)
  • Per classe di utilizzo 32-AC4 e 33-AC5 il rigonfiamento deve essere inferiore o uguale al 18% (<=18%)
        Posto che rigonfiamenti prossimi al limite sono da considerarsi poco adatti per applicazioni generiche e la pavimentazione derivante da questi possono essere applicate in ambienti estremamente piccoli (stanze e locali che non superino i 4-5 ml nel lato piu lungo) o estremamente stabilizzati per quanto concerne l'umidità.
        Una pavimentazione in laminato deve prevedere spazi dilatativi coerenti alla dimensione dell'ambiente in cui è applicato e questo spazio deve essere mantenuto su tutti gli ostacoli (le pareti sono solo uno di questi)!
        Prima di tutto occorre sapere che il pavimento ha dilatazioni differenti nei due versi: il lato corto dei pannelli si dilata maggiormente del lato lungo, vista la maggiore presenza di giunte e quindi di sensibilità e dinamicità in risposta all'umidità relativa.
        Considerato questo presupposto, è preferibile, specialmente in ambienti di medie o grandi dimensioni posizionare i pannelli in modo che il lato lungo di questi sia nel senso lungo della stanza e naturalmente il lato corto nel senso più ridotto dell'ambiente.

        Di fondamentale importanza è anche separare tra loro gli ambienti, conservando, lungo il perimetro, gli spazi dilatativi necessari. Tale spazio è calcolabile sommando i due parametri di seguito indicati (dilatazione 1mm/ml + percentuale di dilatazione del pannello).
        In relazione ai parametri di normalizzazione EPLF, in merito alla pavimentazione laminata, la dilatazione massima consentita in ambienti con caratteristiche di umidità non critici, è pari a 1 mm. x ml. (un millimetro per metro lineare).
        Tale misura costituisce la distanza minima inderogabile, alla quale deve essere aggiunto il margine dilatativo di sicurezza.
        Quest'ultimo è calcolabile in base ad una percentuale (es: 10% o 20%), ed il parametro dovrebbe essere indicato nei "Dati Tecnici" delle confezioni del prodotto. Ove non sia esplicitato, controllare la colorazione del pannello in HDF: un pannello in HDF di colore verde spesso rappresenta rigonfiamenti <=10% (inferiore o uguale al 10%).
        Ecco, di seguito, alcuni esempi di calcolo:
fonti: Moplac, Exportare, Torino Parquet
* La distanza minima da mantenere è di 8-10 mm da qualunque ostacolo
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        Tutto questo rende il pavimento in laminato un’ottima soluzione per qualsiasi ambiente della casa (dalla sala alla cucina, alla camera da letto), nonché per l’utilizzo in uffici, negozi, bar, alberghi e stand fieristici.
        Caratteristiche non identificate faranno si che il pannello venga considerato con rigonfiamenti al massimo della categoria (ovvero 20%).
.....in costruzione.....
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