Sono esempi di interventi di manutenzione ordinaria: le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici, quelle necessarie a integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti, la sostituzione di pavimenti, infissi e serramenti, la tinteggiatura di pareti, soffitti, infissi interni ed esterni, il rifacimento di intonaci interni, l’impermeabilizzazione di tetti e terrazze, la verniciatura delle porte dei garage. Se queste opere fanno parte di un intervento più vasto, come la demolizione di tramezzature, la realizzazione di nuove mura divisorie e lo spostamento dei servizi, l’insieme delle stesse è comunque ammesso al beneficio delle detrazioni fiscali.

        I lavori sulle unità immobiliari residenziali e sugli edifici residenziali per i quali spetta l’agevolazione fiscale (vedi anche "Tabella dei lavori detraibili" CLICCANDO QUI) sono:

  1. Quelli elencati alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del DPR 380/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia). Si tratta   degli   interventi   di   manutenzione   ordinaria,   manutenzione straordinaria, restauro  e  risanamento  conservativo,  ristrutturazione  edilizia,  effettuati  su  tutte  le parti comuni degli edifici residenziali.




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Detrazione IRPEF per le ristrutturazioni edilizie
3: Lavori ammessi alla detrazione IRPEF
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  1. Quelli indicati alle lett. b), c) e d) dell’articolo 3 del DPR 380/2001  In particolare, la detrazione riguarda le spese sostenute per interventi di manutenzione straordinaria,  per  le  opere  di  restauro  e  risanamento  conservativo,  per  i  lavori  di ristrutturazione  edilizia  effettuati  sulle singole  unità  immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze.

  1. Gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se detti lavori non rientrano nelle categorie indicate nelle precedenti lettere A e B e a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza. La detrazione delle spese sostenute per questi interventi è stata introdotta dal decreto legge n. 201/2011;
  1. Gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune;

  1. I lavori finalizzati:
- all’eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi (ad esempio, la realizzazione di un elevatore esterno all’abitazione);
- alla  realizzazione  di  ogni  strumento  che,  attraverso  la  comunicazione,  la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia idoneo a favorire la  mobilità  interna  ed  esterna  all’abitazione  per  le  persone  portatrici  di handicap gravi, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104/1992. La  detrazione  compete unicamente  per  le  spese  sostenute  per  realizzare interventi  sugli  immobili,  mentre  non  spetta  per  le spese sostenute  in relazione  al  semplice  acquisto  di  strumenti,  anche  se  diretti  a  favorire  la comunicazione e la mobilità interna ed esterna. Pertanto, a titolo di esempio, non rientrano nell’agevolazione i telefoni a vivavoce, gli schermi a tocco, i computer, le tastiere espanse. Tali beni, tuttavia,  sono inquadrabili nella categoria dei sussidi tecnici e informatici per i quali, a determinate condizioni, è prevista la detrazione Irpef del 19%.
  1. Interventi  relativi  all’adozione  di  misure  finalizzate  a prevenire  il  rischio  del compimento di atti illeciti da parte di terzi. Per  “atti  illeciti”  si  intendono  quelli  penalmente  illeciti  (per  esempio,  furto, aggressione, sequestro di persona e ogni altro reato la cui realizzazione comporti la lesione di diritti giuridicamente protetti). In  questi  casi,  la  detrazione  è  applicabile  unicamente  alle  spese  sostenute  per realizzare interventi sugli immobili. Non rientra nell’agevolazione, per esempio, il contratto stipulato con un istituto di vigilanza.
    A titolo esemplificativo, rientrano tra queste misure:
- rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate o recinzioni murarie degli edifici
- apposizione di grate sulle finestre o loro sostituzione
- porte blindate o rinforzate
- apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci, spioncini
- installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti
- apposizione di saracinesche
- tapparelle metalliche con bloccaggi
- vetri antisfondamento
- casseforti a muro
- fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati
- apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline
  1. Gli   interventi   finalizzati   alla   cablatura   degli   edifici   e   al   contenimento dell’inquinamento acustico
  1. Gli interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici, con particolare riguardo  all’installazione  di  impianti  basati  sull’impiego  delle  fonti  rinnovabili  di energia.  Rientra  tra  i  lavori  agevolabili,  per  esempio,  l’installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, in quanto basato sull’impiego della fonte  solare  e, quindi,  sull’impiego  di  fonti  rinnovabili di  energia  (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 22/E del 2 aprile 2013).
Per usufruire della detrazione è comunque necessario che l’impianto sia installato per  far fronte  ai bisogni  energetici dell’abitazione  (cioè  per  usi  domestici,  di illuminazione, alimentazione di apparecchi elettrici, eccetera) e, quindi, che lo stesso sia posto direttamente al servizio dell’abitazione. Questi  interventi possono  essere  realizzati anche  in assenza  di  opere  edilizie propriamente dette, acquisendo idonea documentazione attestante il conseguimento di risparmi energetici in applicazione della normativa vigente in materia.

  1. Gli interventi  per l’adozione di  misure  antisismiche con  particolare  riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica. Tali opere devono essere realizzate sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici. Se riguardano i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari. Sono agevolate, inoltre, le spese necessarie per la redazione della documentazione obbligatoria idonea a comprovare la sicurezza statica del patrimonio edilizio, nonché per la realizzazione degli interventi necessari al rilascio della suddetta documentazione.
Altre spese ammesse all'agevolazione

  • le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse;
  • le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento;
  • le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi del DM 37/2008 - ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71);
  • le spese per l’acquisto dei materiali;
  • il compenso corrisposto per la relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti;
  • le spese per l’effettuazione di perizie e sopralluoghi;
  • l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni e le denunzie di inizio lavori;
  • gli oneri di urbanizzazione;
  • gli altri eventuali costi strettamente collegati alla realizzazione degli interventi nonché agli adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41 del 18 febbraio 1998).
        Non possono invece ritenersi comprese tra quelle oggetto della detrazione le spese di trasloco e custodia dei mobili per il periodo necessario all’effettuazione degli interventi di recupero edilizio.
La manutenzione ordinaria

        Gli interventi di manutenzione ordinaria sono ammessi all’agevolazione solo quando riguardano le parti comuni. La detrazione spetterà ad ogni condomino in base alla quota millesimale.

        Le parti comuni interessate sono quelle indicate dall’articolo 1117, numeri 1, 2 e 3 del Codice civile: il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni d’ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili, tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune, i locali per la portineria e per l’alloggio del portiere, gli ascensori, i pozzi, le cisterne, le fognature, eccetera. Gli stessi interventi, eseguiti sulle proprietà private o sulle loro pertinenze (garage, cantine, soffitte), non danno diritto ad alcuna agevolazione.
La manutenzione straordinaria

        Dopo  le  recenti  modifiche  introdotte  dal  Dl  n.  133/2014  al  Testo  unico  in  materia edilizia,  sono  considerati interventi  di  manutenzione  straordinaria  le  opere  e  le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e per  realizzare  ed  integrare  i  servizi  igienico/sanitari  e  tecnologici,  sempre  che  non vadano  a modificare la  volumetria  complessiva  degli  edifici e  non  comportino mutamenti delle destinazioni d’uso. Rientrano tra gli interventi di manutenzione straordinaria anche quelli consistenti nel frazionamento  o  accorpamento  delle  unità  immobiliari con  esecuzione  di  opere, anche  se  comportano  la  variazione  delle  superfici  delle  singole  unità  immobiliari nonché del carico  urbanistico,  a  condizione  che  non  sia  modificata  la  volumetria complessiva degli edifici e si mantenga l’originaria destinazione d’uso.
Restauro e risanamento conservativo

        Sono compresi in questa tipologia gli interventi finalizzati a conservare l’immobile e assicurarne la funzionalità per mezzo di un insieme di opere che, rispettandone gli elementi tipologici, formali e strutturali, ne consentono destinazioni d’uso con esso compatibili.

        Esempi di interventi di restauro e risanamento conservativo:
•     interventi mirati all’eliminazione e alla prevenzione di situazioni di degrado;
•     adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti;
•     apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali.
Ristrutturazione edilizia

        Tra gli interventi di ristrutturazione edilizia sono compresi quelli rivolti a trasformare un fabbricato mediante un insieme di opere che possono portare ad un fabbricato del tutto o in parte diverso dal precedente.

        Esempi di ristrutturazione edilizia:
•     demolizione e fedele ricostruzione dell’immobile;
•     modifica della facciata;
•     realizzazione di una mansarda o di un balcone;
•     trasformazione della soffitta in mansarda o del balcone in veranda;
•     apertura di nuove porte e finestre;
•     costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti.
        Riguardo agli interventi di ristrutturazione edilizia ammessi al beneficio della detrazione fiscale, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che:
  • in caso di ristrutturazione con demolizione e ricostruzione, la detrazione spetta solo per la fedele ricostruzione, nel rispetto di volumetria e sagoma dell’edificio preesistente;
  • per la demolizione e ricostruzione con ampliamento, la detrazione non spetta in quanto l’intervento si considera, nel suo complesso, una “nuova costruzione”;
  • se la ristrutturazione avviene senza demolire l’edificio esistente e con ampliamento dello stesso, la detrazione spetta solo per le spese riguardanti la parte esistente in quanto l’ampliamento configura, comunque, una “nuova costruzione”.

        Questi stessi criteri si applicano anche agli interventi di ampliamento previsti in attuazione del cosiddetto Piano Casa (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 4/E del 4 gennaio 2011).
ACQUISTO BOX: quando spetta l'agevolazione

        Oltre che per gli interventi relativi alla realizzazione di autorimesse e posti auto, possono usufruire della detrazione d’imposta anche gli acquirenti di box o posti auto pertinenziali già realizzati.
  1. Gli interventi di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte a evitare gli infortuni domestici. Con  riferimento alla  sicurezza  domestica,  non  dà  diritto  alla  detrazione  il  semplice acquisto,  anche  a  fini  sostitutivi,  di apparecchiature  o  elettrodomestici  dotati  di meccanismi di  sicurezza,  in  quanto  tale  fattispecie  non  integra  un intervento  sugli immobili (per esempio, non spetta  alcuna detrazione per l’acquisto di una cucina a spegnimento automatico che sostituisca una tradizionale cucina a gas).
L’agevolazione  compete,  invece,  anche  per  la  semplice  riparazione  di  impianti insicuri realizzati  su  immobili  (per  esempio,  la  sostituzione  del tubo  del  gas  o  la riparazione di una presa malfunzionante).
    Tra le opere agevolabili rientrano:
- l’installazione di apparecchi di rilevazione di presenza di gas inerti
- il montaggio di vetri anti-infortunio
- l’installazione del corrimano

        La detrazione per l’acquisto del box spetta limitatamente alle spese sostenute per la sua realizzazione e sempre che le stesse siano dimostrate da apposita attestazione rilasciata dalvenditore. Condizione essenziale per usufruire dell’agevolazione è, comunque, la sussistenza del vincolo pertinenziale tra l’abitazione e il box.
        Nel caso in cui l’atto definitivo di acquisto sia stipulato successivamente al versamento di eventuali acconti, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, in relazione ai pagamenti effettuati con bonifico bancario o postale, la detrazione d’imposta spetta solo se è stato regolarmente registrato un compromesso di vendita dal quale risulti la sussistenza del vincolo pertinenziale tra l’edificio abitativo e il box.
        Se manca un preliminare di acquisto registrato, eventuali pagamenti effettuati con bonifico prima dell’atto notarile non sono ammessi in detrazione. In questo caso, infatti, al momento del pagamento non è ancora riscontrabile l’effettiva sussistenza del vincolo pertinenziale richiesto dalla norma. Tale condizione può essere considerata comunque realizzata nell’ipotesi particolare in cui il bonifico viene effettuato nello stesso giorno in cui si stipula l’atto, ma in un orario antecedente a quello della stipula stessa (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 7/E del 13 gennaio 2011).
        Per gli acquisti contemporanei di casa e box con unico atto notarile, indicante il vincolo di pertinenza del box con la casa, l’acquirente può usufruire della detrazione sulle spese di realizzazione del medesimo, se specificamente documentate.


    fonte: Agenzia delle Entrate
        Esempi di manutenzione straordinaria:
•     installazione di ascensori e scale di sicurezza;
•     realizzazione e miglioramento dei servizi igienici;
•     sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso;
•     rifacimento di scale e rampe;
•     interventi finalizzati al risparmio energetico;
•     recinzione dell’area privata;
•     costruzione di scale interne.

Misure antisismiche in zone ad alta pericolosità

        Per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021 è stata introdotta una detrazione di imposta del 50%, fruibile in cinque rate annuali di pari importo, per le spese sostenute per l’adozione di misure antisismiche su edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1, 2 e 3), per un importo complessivo pari a 96.000 euro per unità immobiliare per ciascun anno.
         La detrazione fiscale sale al 70% della spesa sostenuta, se dalla realizzazione degli interventi concernenti l’adozione di misure antisismiche deriva una riduzione del rischio sismico che determina il passaggio a una classe di rischio inferiore.

        La detrazione fiscale aumenta all’80% se dall’intervento deriva il passaggio a due classi di rischio inferiori.
         Se gli interventi concernenti l’adozione di misure antisismiche sono realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali, le detrazioni di imposta spettano, rispettivamente, nella misura del 75% (passaggio di una classe di rischio inferiore) e dell’85% in base all’entità del miglioramento della classe di rischio ed è calcolata su un ammontare delle spese non superiore a 96.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari dell’edificio.

        Tra le spese detraibili per la realizzazione degli interventi antisismici rientrano anche quelle effettuate per la classificazione e verifica sismica degli immobili.
Detrazione per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici

        I contribuenti che fruiscono della detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio possono fruire di un’ulteriore riduzione d’imposta per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione. La detrazione, che va ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, spetta sulle spese sostenute dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2017 ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro.

        Per ulteriori info, vedi il capitolo "Come usufruire della detrazione IRPEF" disponibile CLICCANDO QUI